La comunicazione visiva dei cani

Negli animali, in particolar modo quelli con una socializzazione molto sviluppata, la comunicazione intraspecifica è essenziale.Di questa, un ampio e variegato settore è dato dai segnali posturali e mimici.Il miglior amico dell’uomo usa abbondantemente la mimica facciale, lo sguardo e la postura del corpo per inviare segnali ad altri cani o ad altri animali nelle immediate vicinanze.Lo fa anche con noi: ma sappiamo comprenderlo?
Ritengo sia interessante analizzare questo aspetto per una più approfondita conoscenza dell’amico a quattro zampe.Permettete una breve comparazione.Anche noi, specie altamente sociale e dotata di una forma progredita di comunicazione verbale senza eguali in natura, impieghiamo mezzi di scambio di informazioni non verbali.Nel linguaggio del corpo usiamo artifizi talvolta eccessivi e buffi: tacchi, cappelli, acconciature per sembrare più alti; vestiti a doppio petto, a spalle larghe, per mostrarci più imponenti; portamento eretto o lievemente flesso a seconda dei contesti in cui veniamo a trovarci, per mettere in soggezione o a proprio agio chi ci sta di fronte...I segnali visivi del cane sono molto chiari e facilmente compresi dai conspecifici, ma purtroppo talvolta sono trascurati o male interpretati dagli altri animali, come il gatto, o l’uomo, con la conseguenza, per fortuna rara, di incomprensioni e di aggressioni.La comunicazione visiva, fondamentale a breve distanza, include la posizione delle orecchie, della bocca, lo sguardo, le espressioni facciali, il portamento del pelo, la posizione del corpo, l’atteggiamento del soggetto, la sua postura, ecc…Anche se è difficile riuscire a catalogare delle espressioni comunicative in rigidi schemi, mi è possibile, per rendere più facile l’esposizione, inserirle in tre raggruppamenti.Per farlo pongo come denominatore comune ai singoli gruppi l’intenzione che il soggetto intende esprimere.
1 - Segnali che tendono ad avvicinare: sono i messaggi visivi che noi possiamo tradurre come la voglia del cane di manifestare simpatia o sottomissione. Sguardo indiretto, ripiegamento delle orecchie, scodinzolamento, abbassamento del corpo, sollevamento di un solo arto anteriore, rotolamento sulla schiena.In questi casi la postura dell’animale nel suo complesso tende a diminuire la dimensione effettiva del corpo.
2 – Segnali che tendono ad allontanare: rappresentano l’intenzione del cane di manifestare la sua dominanza o il desiderio di tenere ampie distanze dall’individuo incontrato. Sguardo fisso, brontolio, orecchie completamente arretrate sul capo o erette e portate in avanti, posizione fiera della testa, piloerezione, irrigidimento della postura, coda ferma con fremiti nervosi.Nel complesso l’animale adotta un atteggiamento che tende ad aumentarne le dimensioni ed intimorire l’avversario.
3 – Segnali misti: in taluni contesti il cane produce dei segnali discordanti, sovrapponendo posture ed atteggiamenti dal significato opposto.La conflittualità fra segnali facciali e corporei deve sempre indurci alla prudenza; solo una analisi specifica del soggetto che li emette e del contesto in cui si trova permette di comprendere lo stato d’animo del cane. Molto spesso si tratta di un animale stressato ed ansioso.
Concludendo, ritengo che osservare con un po’ di attenzione un cane da solo, in presenza di altri cani o ancora in nostra compagnia, sia sempre molto interessante. Se affiancati da un’introduzione teorica al mondo della comunicazione canina, si rivela il modo migliore per comprendere il nostro amico a quattro zampe ed un buon passatempo, istruttivo e piacevole.

Dottor Alberto Franchi medico veterinario a Verona
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