Come conquistare un gatto

Un gatto, che conduce interamente la sua esistenza in casa a stretto contatto con la famiglia ospitante, risente comprensibilmente dei caratteri delle persone, della predisposizione nei suoi confronti e delle attenzioni che gli vengono riservate.E’ facile comprendere come una bestiola possa nutrire affinità e simpatie differenti a seconda degli atteggiamenti che gli umani assumono nei suoi confronti. Il gatto innanzitutto percepisce distintamente il sesso dei suoi proprietari, prima occasione di possibile competizione. Questo fatto, sempre sottovalutato dai clienti, dovrebbe venire considerato con più attenzione quando si voglia analizzare il comportamento tenuto da un felino domestico con i diversi componenti di una famiglia. Secondariamente può chiaramente accadere che sia la donna a trascorrere maggior tempo in casa con l’animale: di conseguenza l’attaccamento maggiore si manifesta nei confronti di lei non del marito che, trascorrendo la quasi totalità del tempo diurno fuori dalle mura domestiche, non trova modo di socializzare sufficientemente con il gatto. Oltre a ciò i clienti mi riferiscono che soprattutto la donna (la moglie, la figlia, la nonna) si occupa dell’alimentazione e dell’igiene della lettiera del micio: sono tutte occasioni molto importanti di relazione che vengono a legare fortemente il gatto con chi se ne prende cura, soprattutto se il momento dell’alimentazione viene proposto come atto di socializzazione e di richiesta di deferenza. E’ l’occasione propizia per suggerirgli il dovuto rispetto e la necessaria gratitudine verso chi se ne prende cura. Oltretutto accade frequentemente che gli uomini si avvicinino al gatto più per stimolarne gli istinti predatori con giochi anche violenti che tendono ad eccitare il gatto ed a predisporlo nei confronti del padrone in modo competitivo, seppur per svago. Si può instaurare una relazione basata sul gioco violento, non sempre facile da controllare ed interrompere. Provare a relazionarsi in modo pacato con l’animale, assumendosi per esempio l’incarico di fornirgli il cibo più volte al giorno, invitandolo a qualche elementare esercizio di deferenza è senza ombra di dubbio un importante passo per chi desidera avvicinare a sé un gatto diffidente. Pazienza e costanza sono vincenti. Nel caso il soggetto manifesti una diffidenza eccezionale oppure una aggressività da autoaffermazione particolarmente forte sarà opportuno seguire una terapia comportamentale di rieducazione con l’assistenza di un medico che aiuti ad incanalare la naturale energia del soggetto verso altri sfoghi e suggerisca al proprietario un elementare protocollo di comportamenti e relazioni per ottenere la dovuta deferenza del micio. Di fondamentale importanza in questi casi è sapersi dimostrare né aggressivi o violenti, né tantomeno sottomessi al soggetto che si intende trattare per ottenere nel giro di qualche settimana o mese al massimo la sua fiducia, il suo rispetto, il suo attaccamento.

Dottor Alberto Franchi medico veterinario a Verona
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