Bambini e animali: dissuasione dai giochi violenti

Quale che sia il carattere di un cucciolo, o di un gattino, è consigliabile non solo sorvegliare il comportamento giocoso che tiene con i bambini, soprattutto della più tenera età, ma anche cercare di indirizzare la stessa attività ludica verso forme non lesive, sia per quanto riguarda l’animale sia per quanto riguarda il piccolo umano, dato che non dobbiamo scordare che anche i piccini possono inconsciamente lesionare gravemente soprattutto gli arti di un giovane animale.
Contrariamente a quanto si verifica nei bambini, per i carnivori la maggior parte dei giochi prevede l’impiego della bocca...ed ovviamente dei denti: è necessaria quindi una accorta sorveglianza. In natura cuccioli che abbiano potuto crescere fino ai due mesi o poco oltre con la madre ed i fratelli hanno appreso nel corso del gioco i limiti dati dalla sofferenza fisica e vengono inibiti dal morso doloroso dai brontolii o ringhi della madre e dai guaiti dei fratellini maldestramente colpiti.
Bisogna a questo aggiungere che facilmente i piccoli animali, come del resto anche i bambini, perdono il controllo del gioco e sono spinti ad infierire senza nemmeno accorgersene. Tutti i giovani carnivori domestici iniziano a relazionarsi con le persone ed i bambini a partire dal secondo mese di vita anche con il gioco nello stesso modo in cui agiscono con i conspecifici. Un gioco violento può innescare anche portamenti negativi che tendono a svilupparsi nel corso della crescita dell’animale, quindi è necessario bloccarlo al più presto, senza lasciarsi trascinare dagli affetti e dalle giustificazioni del genere “Non aveva realmente voglia di ferire..”, quando ormai il morso è stato inferto sul corpo del bambino.
Bisogna quindi essere in grado di porre dei limiti al gioco rude ed essere in grado di trasmettere queste basilari informazioni anche ai bambini che giocano con gli animali!
Il gioco è una ottima forma di apprendimento e di comunicazione per tutti gli animali sociali, ed ancora una volta dobbiamo ricordare l’appartenenza dell’uomo a questa categoria, ma è necessario ricordare che un gattino di quattro o sei mesi oppure un cucciolo di cane di grossa taglia possono arrecare gravi danni ad un bambino anche nel corso del gioco.
Pertanto è consigliabile astenersi dai giochi violenti con gli animali sin dal loro arrivo in famiglia, dirottare eventualmente la loro enfasi giocosa verso oggetti da assalire e mordere, infine essere sempre in grado di esercitare un completo controllo su tutte le fasi del gioco, non ultima la eventuale sua sospensione nel caso si possano intuire sviluppi non accettabili in termini di sicurezza.

Dottor Alberto Franchi medico veterinario a Verona
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