Come influisce la terapia con i fiori di Bach sulle patologie degli animali, con particolare riferimento a quelle comportamentali?

Più volte proprietari di animali, soprattutto con turbe comportamentali, si rivolgono a me dopo aver tentato varie, vane e scoraggianti terapie alternative. Molti, negli ultimi anni, fanno riferimento alla “terapia” con i fiori di Bach: scrivo alcune mie considerazioni in merito. La pressante propaganda riguardo i fiori di Bach è fuorviante perché induce l’inesperto a ritenere che la “terapia” con i fiori di Bach si fondi su estratti vegetali influenzanti lo stato di salute o di malattia di un soggetto. Che molecole vegetali possano condizionare gli organismi è ampiamente documentato da millenni di storia umana e documentabile in ogni momento mediante sperimentazione farmacologica (atropina, digitale, nicotina, curaro, pilocarpina, coca, efedrina, oppio, stricnina, cannabinolo). In realtà la cosiddetta “terapia alternativa” con i fiori di Bach non sfrutta, né si avvale di sostanze estratte dalle piante, ma metafisicamente utilizza supposte vibrazioni…cosmiche, che le parti di tali fiori, recise dalla pianta, trasmetterebbero alle molecole d’acqua in cui vengono immerse. (sic!) Il paziente è quindi tenuto a sorbire anche per via percutanea alcune gocce di tale preparato acquoso (che comprende anche piccole parti di Brandy) come rimedio per i propri sintomi. Per ritrovare quell’assonanza cosmica fra la mente, il corpo e l’intero universo: evidentemente smarrita. Tale supposta attività non è, ovviamente, dose-dipendente. Da qui la diffusa opinione che tali cure siano quantomeno prive di effetti nocivi. Appare quindi sempre più chiaro, man mano che ci si informa al riguardo, che non di terapia si tratta, ma esclusivamente di credo religioso, di fede mistica, di ricerca del trascendente. Molto spesso mi trovo pertanto a visitare animali che, a seguito di questi ed altri approcci metafisici, si trovano in condizioni assai gravi, non fosse altro che per il cronicizzarsi della patologia in corso. Ovviamente non posso scagliarmi contro tali teorie: rispettabili ed onorevoli, ma avulse dalla scienza e dalla medicina. Esse concernono piuttosto la metafisica, la filosofia, il credo di chi le propugna e le applica. In nessun caso i rimedi metafisici, trascendenti, fideistici, mistici hanno superato la prova scientifica del doppio cieco e la medicina non può che ascrivere eventuali “guarigioni” ottenute a seguito di tali somministrazioni ad un ordinario effetto placebo. Parimenti ottenibili attraverso l’acqua di fonti sacre, i ginevrini colorati, un bicchiere di Lambrusco, una corroborante passeggiata in montagna, le preghiere o gli atti votivi.

Dottor Alberto Franchi medico veterinario a Verona
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